Raduno in sogno

Stanotte l'ennesimo sogno, nell'ennesimo raduno. Sono sola, non conosco nessuno e la struttura nella quale alloggiamo è strana, inospitale.
Mi ricorda vagamente la colonia di Cesenatico dove andavo con i ragazzi del quartiere da ragazzina, ma all'interno c'erano delle vasche, tipo piscina.
Anche per entrare, nel corridoio, c'era una vasca da attraversare e io avevo dei pantaloni a pinocchietto, neri, stretti.
Non potevo arrotolarli, erano troppo stretti ma dovevo attraversare la vasca per entrare in casa ... così alla fine cedevo e mi bagnavo i pantaloni.
Ero lì per cercarlo e non lo trovavo. Ero inquieta e agitata, entravo e uscivo dalla struttura, ero sola, non conoscevo nessuno e dalle vetrate vedevo altre vasche di acqua
C'erano le camerate con i letti, per sistemarsi a dormire e cercavo lui, per dormire vicino a lui ma non trovandolo non sapevo dove posizionarmi. Alla fine decido di mollare lo zaino su un letto qualsiasi.
Ci sono altre persone che hanno preso posto nei letti, decido per un posto qualsiasi mentre esco ed entro dalla struttura imperterrita, nella mia ricerca - attesa di lui.
La scena cambia e sono all'esterno, in un piazzale, all'aperto. Chiacchiero con due uomini e scopro che sono di Novellara e di Guastalla o un'altro paese della bassa. Ripete insistentemente "come sono felice!! Qualcuno vicino a casa mia". Lo ripeto varie volte, non ricordo altri dialoghi a parte "che bello, come sono felice di avervi conosciuto".
Rientro in casa per andare per cercarti nella camerata e mi accorgo che le persone si sono spostate, i letti sono stati spostati da un'altra parte.
Sono rimasti solo due letti, il mio e un'altro, vicino alla porta. Tutto gli altri letti sono stati spostati non so dove. Decido allora di togliere la mia roba, per aspettare e vedere dove si metterà lui.
Torno fuori e mi intrattengo con i miei compaesani finché da lontano, compare. Mani in tasca, cappellino grigio sugli occhi, windstopper azzurro. E' lui, con il suo passo strascicato, con le sue scarpe verdi da montagna, con il suo ciondolare.
Soprattutto è il suo sorriso, la sua espressione. E' circondato da altre persone, cerco facce note, cerco L. Cerco B. ma non riconosco nessuno. Però sei lì, sei arrivato, cammini verso di noi.
La scena cambia di nuovo, siamo a cena, il tavolo disposto a L. Sono a una estremità, tu non sei distante, solo un paio di persone ci separano.
Ci siamo sistemati tutti sul lato esterno della L del tavolo. Sembriamo a una riunione di lavoro. Allora qualcuno dice "avanti, mettevi qui davanti".
Io sono laterale, verebbe spontaneo che mi alzassi per mettermi di fronte a qualcuno, ma il buco libero è proprio davanti a lui. Ci troveremmo uno di fronte all'altro. Non me la sento, non so cosa fare, sono agitata.
Non so dove guardare, ma alla fine alzo lo sguardo e incrocio i suoi occhi. Mi guarda, mi sorride ma con gli occhi mi dice "no, non sederti qui", con la sua espressione ben nota sembra dirmi "no, è finito tutto. lasciami stare, lasciami in pace".
E' la stessa espressione di quando cercavo di stappargli inutilmente un bacio. Quella maledetta espressione ....

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