Grazie della compagnia

Ci siamo salutati così. Con un grazie della compagnia.
Mi ha chiesto se restavo a dormire, ho detto di no e alle 20 ero già per la via di casa. Da sola. Senza neanche accompagnarmi. Senza chiedermi perché non resto a dormire,
Ancora oggi cercava di piazzarmi al padre di mia figlia. Con esemplare distacco non ho commentato niente. Adoro questo mio essere apatica e distaccata, questo evitare qualsiasi commento, questo schivare la polemica anche quando è servita su un piatto di argento. Muta. Non ho detto niente mentre mi ripeteva “sposalo e fatti la tua vita”. Che meravigliosa idea dell’amore e delle relazioni di coppia. In fondo è quello che voleva lui: tenersi la moglie, lasciare che lo cornificasse e andare avanti fino a che morte non li separi.
È un uomo emotivamente non disponibile. Quindi io devo lasciar perdere. Fine.
Ora ha la corsa (dubito che riprenda a correre). Ora ha lo sci alpinismo (dubito che riesca a fare il cevedale). Ora ha uno straccio di vita. Non ha bisogno di me. Ho lasciato quest’uomo meglio di come l’ho trovato. Come ho fatto con Emmelle, con Romeo. Devo dire in questo caso un lavoro ottimo, il mio miglior lavoro.
Ne esco un po’ a pezzi, ma mi rifarò una vita. Come sempre un po’ di fuga mi farà bene e poi quello che verrà. Senza ansia. Senza stress. Senza aspettative. Senza corsa. Solo dieta e meditazione. Solo osservazione di quello che vivo e sento. Soprattutto Senza giudizio.
Sono una brava persona. Sono una donne forte e coraggiosa. Con coraggio ho provato di nuovo ad amare … con coraggio e altrettanta forza mi faccio da parte.
Non una sola parola sul dormire insieme.
Zero.
Solo sci. Solo un modo per occupare il tempo. Il suo unico interesse “facciamo qualcosa quando arriviamo a casa?”
No, facciamoci i cazzi propri.
Domani sci e poi fine.

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