L'evidenza del Calendario per chiudere una storia

Era tanto che non scrivevo, da giugno.
Scrivere non mi fa benissimo, mi aiuta a fissare idee e pensieri, ma mi incuspisce oltre modo e alimenta i miei mulinelli negativi. Per cercare un equlibrio, per non affossarmi da sola per poi risogere con poco (come da manuale Gestalt), ho scritto poco, non alimentavo i momenti down e attendevo fiduciosa il risolversi della situazione. Cosa che puntalmente é avvenuta.
Nel mentre ho seguito il consiglio della saggissima Stefy che mi ha detto "segnati sul calendario ogni volta che stai male per lui e guarda quante volte succede". All'inizio ho detto si, ptanto per dire ... poi un giorno di scazzo ho aperto il mio excel e mi sono messa a fare casella rossa sui momenti di silenzio, di discussione, di lontananza, e casella verde sui momenti felici. Da gennaio a oggi, facilmente ricostruibile anche tramite gli sfoghi di questo blog, dove puntualmente venivo a piangere.
Lunghe file di cartellini rossi. Felici momenti estivi in occasione delle gare o in assenza dei figli. Un bellisimo weekend di post ferragosto, al suo rientro dalle ferie. Niente sveglie, niente sport, solo sesso e vagabondaggio, chiacchiere mattutine a letto, ... non indugiamo sui rari momenti veramente BELLI, perché appunto sono stati rari!
Ora siamo di nuovo in silenzio. Piú o meno ... non ci vediamo da 2 settimane, non ci sentiamo se non "post gara" o su mia richiesta o su qualcosa che io domando, spingo, porto avanti. Io-io-io!
Ora siamo di nuovo che passerá sotto casa mia 3 volte al giorno con il Cazzo di Cane, senza dirmi nulla.
Va bene. Lo accetto. E´cosi: non stiamo insieme, non cerca una relazione.
Sí, ci ho messo di nuovo oltre un anno per capirlo, ora lo accetto, davvero, serenamente, fine, non mi serve niente da questo uomo se non le casse di vino che sono nel suo garage, le mie scarpe con i tacchi e il kindle.
Senza pianti, senza crisi isterica, con molta luciditá. Come dice il Manzo la ripetizione dei gesti, delle situazioni, crea abitudini che scendono dalla parte cervello conscia a quella inconscia, rendendo automatici i gesti. Ecco io mi sono talmente abituata alla sua assenza, che ora é un gesto autmatico: lui non c´e, non chiama, non si vede, non scrive. Non serve nessuno sforzo razionale per capire, nessuna volontá di dire "lo lascio", é automatico, poiché cosí sono abituata.
A volte mi domando cosa penserá nella sua testa, se stará davvero bene da solo con i suoi pensieri, che cosa fará nel tempo in cui non mi scrive o mi cerca?!?! Chissá se mi pensa, ecco me lo domando a volte, ma poi mi dico che qualsiasi sia la risposta contano i fatti. Chi vuole c´e , chi vuole esserci ti cerca e blablabla. Quindi va bene cosí. Basta pensieri e sfarfallamenti.
Basta non pensare razionalmente che sia finita, basta far finta che sia il solito allontamento un po piú lungo, basta fare come tutte le altre settimane di silenzio, fino a quando mi dimenticheró di lui e non sará piú cosi importante.
E nel mentre dimagrire, sempre dimagrire, sempre tentare di diventare magra e bella, per poi dire "Guarda cosa ti sei perso".



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