Pronti partenza scia

Ecco fatto, ho appena investito 600€ per il mio personale divertimento invernale, per il mio salvagente, per la cosa che mi tiene a galla da 5 anni ... piú di uno psicologo, piú di un dottore, piú del cibo e del sesso e anche dell'alcol. Lo sci.
Torno a sciare da sola, cioé ho sempre sciato da sola, diciamo che torno a sciare senza la speranza di sciare con qualcuno. Gli ultimi due anni speravo nell'alpino, e gli anni prima in Emmelle. Sperare é la mia condizione naturale, per questo ho deciso di cambiare approccio. 
Niente piú smania di andare a ogni costo, di litigare con la figlia. Andranno benissimo i giorni in cui lei non c´e´, oppure mezze giornate tranquille, senza stress, senza l'ansia di dover mostrare o performare con record di sciate da incenerire gli anni precedenti.
Frega un cazzo quest'anno. Vado solo per me, fine. Per trovare un po di pace, per stare in silenzio, per respirare. Vado per ricongiungermi con il cielo, l'aria, la neve, il freddo.
Mi piazzo subito giú un paio di pomeriggi ... non ho voglia di fare nulla oggi, ma proprio nulla.
Mi sembra di aver dati tutto questa mattina e anche questa notte. Sognavo di finire in acqua con un piuminazzo TNF che si impregnava immediatamente di acqua trascinandomi verso il fondale. Sentivo questo peso, la giacca inzupparsi velocemente, io che precipitavo nell'abisso del mare,, da sopra qualcuno che cercava di afferrarmi. All'ultimo mi sfilo la giacca, faccio per risalire anche se non ho quasi piú aria e BAM, mi sveglio!
Ora fisso il monitor a vuoto, senza interesse per niente, quella sensazione di vuoto, di vita priva di senso. Non ho molto da rimpiangere, questa volta non ci sono state grandi farfalle nello stomaco o momenti indimenticabili. Tranne Cortina, nelle altre occasioni c'era sempre qualche frasa piazzate lí apposta per non volare troppo in alto, per rovinare la gioia di un momento semplice.
Stanotte pensavo all'unica notte che ha dormito nel mio letto. Poi mi sono sistemata i cuscini in quel modo che ho preso a fare ultimamente e che mi condannerá per sempre alla sigletudine. Me ne piazzo uno a lato, per sentirlo quando sono di schiena, che mi scaldi, e un'altro sopra la testa. Il bisogno é di rannicchiarmi e sentire del caldo, del morbido. Mi tranquilizza e giá mi vedo in il cartonato come nel libro della Murgia. Finiró anche io nell'armadio, a dormire, abbracciata ai miei cuscini, parlando a un fantoccio immaginario.
Almeno per altre c´e speranza.

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