Basta ciavarsene in sauna
Un po di grigiore é andato via. Le nubi si sono diradate ed é uscito un po di sole. Ho anche visto un filo di neve sul Tessa.
Il freddo é rimasto e con la scusa della sauna e dei cappelleti ci siamo visti. Dopo quanto? Non lo so ... ho smesso di contare i giorni.
La comunicazione mi é sembata migliore, lui mi é sembrato fantastico come sempre.
Bello ovviamente, alto, con le mani grandi e calde, con i modi affabili, con le sue chiecchiere e i suoi tempi lenti, rilassati. Una coccola che mi prendo.
Solo entrare nella sua casa di legno, la cucina, lui che abbraccia forte e mi trattiene, mentre io affannonei convenevoli. Mi ricchiappa e mi stringe. E´ caldo.
Non mi importa cosa pensi del fatto che sia di nuovo lí ... sono di nuovo lí perché mi piace, perché ci sto bene, perché gli altri mi stanno sul culo e lui no. Perché ho capito che non c´é storia, ma va mi va lo stesso di essere dove sono.
Gli racconto di Urma ma non mi escono le parole giuste, non riesco mai a raccontargli le cose come vorrei, come sono capace. Ho ancora troppi pensieri aggrovigliati e la poesia ... non riesco a tirare fuori la poesia con lui, le parole vere, sentite, non mi escono. Paura e diffidenza mi bloccano. Arriverá forse quel giorno, intanto mi esercito su altre cose: la sauna.
Mi si spoglia davanti con la naturalezza di chi é in confidenza e lo copio. In effetti io conosco il suo corpo e lui conosce il mio, quindi giú pantaloni, via la maglia, entro in sauna nuda.
Chiacchiere, musica, tanto caldo.
Doppio giro di sauna, poi doccia e cucina. Tocca ai cappelleti, al brodo, mentre fuori fa buio e restiamo con la luce della cucina. L´alcol fa il suo giro, il prosecco mi tira fuori il sorriso, la spontaneitá.
Mi rilasso, scherza quando mi abbasso sotto lo sgabello a recuperare l´elastico dei capelli. Mentre armeggia in frigo mi prende le guance con le mani e mi stampa un bacio sulla bocca. Ho le unghie lunghe e mi scuso perché lo graffio un paio di volte, ma mostra il suo eccitamente all´idea delle unghie conficcate nella pelle. Unghi e denti.
Questione di poco, mi alzo dallo sgabello e oscillo verso di lui, mi prende di nuovo il viso con le mani, mi bacia lentamente, con quella lingua mi lecca il viso e io mi sento di nuovo cucciolo di animale. Lo aveva fatto anche in sauna ... lo adoro, sono giá sua, ci tocchiamo, i corpi si avvicinano, giochiamo ancora un po, scherziamo, beviamo un Gin, poi basta.
All´enesimo bacio con strusciata contro il bancone della cucina mi prende le mani, lasciamo la confortevole luce della cucina per entrare nella sala buio. Lui davanti, io dietro, mi guida tenendomi entrambe le mani. Mi chiedo se vorra stare sul divano, ma prende le scale e mi avvisa del gradino. Cerco di non sembrare goffa, rallento un poco e mi fido del suo passo, mi affido alla sua guida: é casa sua, la conosce ed é bellissimo avanzare nel buio, con le sue mani che mi stringono e mi accompagnano.
Sul letto mi sfila tutto, quando si tuffa con la testa tra le mie gambe smetto di pensare a qualsiasi cosa. Il groviglio di pensieri si dissolve, vivo finalmente l´attimo, mi riallineo con il qui e ora, con il presente. Non c´e il tormento dei fallimenti della corsa, della dieta, degli allenamenti, non c´é lo stress della figlia, il pensiero della scuola, delle cose da fare. Ci sono io, questo uomo che mi piace, il buio, il suo letto, la trave della mansarda su cui sbattero a testa varie volte.
Mi prende deciso e mi piace, mi prende da dietro e mi piace, é un sesso ruvido, "forte" e mi ci avvicino con il pensiero che possa essere anche piú forte e piú duro. Mi chiede denti, unghie, provo ... mi piace scambiare qualche parola con lui, stiamo familiarizzando alle fine. Con tempi bibilici, a quasi un anno dalla prima uscita, scopiamo, ci diciamo cosa ci piace, ci addormentiamo a cucchiaio. Si, ci addormentiamo sul suo letto a cucchiaio. Prima sono dietro, poi mi sposto con l´intenzione di andarmene a casa, ma mi ricchiappa e finisco davanti. Soo sveglia, un po rigida tra le sue braccia, un po come se non dovessi cedere alle antasie, alle sperane, ai desideri. Resto lí e quando lo sento di nuovo abbandonato al sonno, sento il suo respiro farsi grosso e lo sento RUSSARE, sorrido al buio e mi rilasso. Sono felice. E´un essere umano anche lui, russa! Credo ci sia qualcosa di davvero distorto nei miei pensieri, ma sono questi: al buio, un uomo che russa, abbraciata a cucchiaio. Mi riadormento un po anche io, ma so di dover andare.
Tanto non riesco a dormire "cosí bene e profondamente" da restare fino al mattino. Ci penso, mi domando se sia il caso di restare in quel letto "contro" la sua volontá, approfittando solo del fatto che sia addormentato profondamente.
Sguscio via cercando di non svegliarlo. Scendo in cucina, mi vesto, vado in bagno, spengo la radio, risalgo per "metterlo a letto". Lo bacio piano, gli dico di girarsi e mettersi sotto. Sorrida, mi chiede a che ora devo essere in ufficio domani. Mi sento fuori posto, devo andarmene, lui si mette giu e io me ne vado senza voltarmi. Mi chiedo se ci sará un giorno in cui mi chiederá di restare o in cui staró davvero cosí bene e amio agio, da addormentarmi profondamente anche io. Cancello subito questi pensieri, tutti, li prendo e li incenerisco con la musica della radio.
Non posso permettermi nessun futuro. Ne giovedí, ne il 2 luglio per cantine. Certo di faró su qualche sceneggiatura ma solo DOPO tali date, a "pericolo scampato".
Al contrario di URMA, mi sono goduta tutta, ma non per questo non lo rifarei giá stasera!!
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