Cazzo
Cosa bolle in pentola, nella pancia, nella testa?
Bolle di tutto, tutto si rimescola in una brodaglia stagnante da cui non ricavo niente.
Mi domando a ripetizione cosa non vada, cosa mi procuri disagio, cosa preoccupazione e non arrivo a nessuna conclusione. Non c’è niente che possa oggettivamente darmi preoccupazione.
Ho cambiato auto e ho ancora due risparmi.
Ho corso 3 lunghi, di cui 2 senza problemi, posso affrontare serenamente la corsa di sabato.
La figlia è super, la casa stupenda, il pseudo fidanzato ricco è presente a suo modo.
Vacanze all’orizzonte e momenti di svago CE-NE-SONO.
Quindi cosa mi spinge a mangiare vergognosamente ingrassando senza ritegno?
Mi tocco la pancia, quel rotolo che trasborda. Duro, compatto, grasso. Mi guardo il viso, il gonfiore sotto il collo, il doppio mento. I capelli senza senso, il viso abbronzato “sporco” come solo il sole di marzo di sa regalare. Mi guardo e mi trovo brutta, spenta, triste.
La mela e lo yogurt sulla scrivania, tre fette di pan di spagna alla crema chantilly in pancia, a tener a bada i pensieri. Digiuno, mi serve un digiuno. Ma anche una domenica di camminata mano nella mano, di carezze sotto le lenzuola. Non sogno più. Forse è questo il problema: nuoto in un mare di inspiegabile stanchezza e non sogno, non desidero, che riposo e quiete, che comunque NON MI CONCEDO! E allura?? Sei scema o cosa? Se hai bisogno di riposa … riposa, cazzo! Se hai bisogno di startene a casa, perché lo sai che hai bisogno di stare anche a casa ogni tanto, stacci! Fallo! Non pianificare tutta la vita, fino a luglio, cazzo luglio è tra 3 mesi!
Dicevamo del grasso? Orrendamente grassa. Temo di essere risalita a 80kg. Non so come uscirne e come uscirne per sempre! Leggere … ok .. visualizzare … ok .. tutte robe che provo, che mollo, che riprendo. Tengo quel numero tra le mani, quel prefisso che aiuta a trovare la pace o almeno a scavare per poi seminare, non scavare per affossarsi. Lo chiamo, non lo chiamo, mi vergogno, mi costa tanto, di soldi, di emozioni, di cambiamenti. Devi cambiare, sai che devi cambiare, e non vuoi farlo perché è fatica. Come ho fatto l’anno scorso ad avvicinarmi così tanto alla persona che volevo veramente essere? Cosa è cambiato in me, nella mia testa, che non riesco a ripete? Quale alchimia ho perso e non so riprodurre?
CAZZO
Bolle di tutto, tutto si rimescola in una brodaglia stagnante da cui non ricavo niente.
Mi domando a ripetizione cosa non vada, cosa mi procuri disagio, cosa preoccupazione e non arrivo a nessuna conclusione. Non c’è niente che possa oggettivamente darmi preoccupazione.
Ho cambiato auto e ho ancora due risparmi.
Ho corso 3 lunghi, di cui 2 senza problemi, posso affrontare serenamente la corsa di sabato.
La figlia è super, la casa stupenda, il pseudo fidanzato ricco è presente a suo modo.
Vacanze all’orizzonte e momenti di svago CE-NE-SONO.
Quindi cosa mi spinge a mangiare vergognosamente ingrassando senza ritegno?
Mi tocco la pancia, quel rotolo che trasborda. Duro, compatto, grasso. Mi guardo il viso, il gonfiore sotto il collo, il doppio mento. I capelli senza senso, il viso abbronzato “sporco” come solo il sole di marzo di sa regalare. Mi guardo e mi trovo brutta, spenta, triste.
La mela e lo yogurt sulla scrivania, tre fette di pan di spagna alla crema chantilly in pancia, a tener a bada i pensieri. Digiuno, mi serve un digiuno. Ma anche una domenica di camminata mano nella mano, di carezze sotto le lenzuola. Non sogno più. Forse è questo il problema: nuoto in un mare di inspiegabile stanchezza e non sogno, non desidero, che riposo e quiete, che comunque NON MI CONCEDO! E allura?? Sei scema o cosa? Se hai bisogno di riposa … riposa, cazzo! Se hai bisogno di startene a casa, perché lo sai che hai bisogno di stare anche a casa ogni tanto, stacci! Fallo! Non pianificare tutta la vita, fino a luglio, cazzo luglio è tra 3 mesi!
Dicevamo del grasso? Orrendamente grassa. Temo di essere risalita a 80kg. Non so come uscirne e come uscirne per sempre! Leggere … ok .. visualizzare … ok .. tutte robe che provo, che mollo, che riprendo. Tengo quel numero tra le mani, quel prefisso che aiuta a trovare la pace o almeno a scavare per poi seminare, non scavare per affossarsi. Lo chiamo, non lo chiamo, mi vergogno, mi costa tanto, di soldi, di emozioni, di cambiamenti. Devi cambiare, sai che devi cambiare, e non vuoi farlo perché è fatica. Come ho fatto l’anno scorso ad avvicinarmi così tanto alla persona che volevo veramente essere? Cosa è cambiato in me, nella mia testa, che non riesco a ripete? Quale alchimia ho perso e non so riprodurre?
CAZZO
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