Barca senza porto

Non è poi così male, vederlo morire piano piano. Forse mi fa meno male che troncare di punto in bianco. Così a poco a poco sono davvero piccoli dolori.
Era il 18 gennaio l’ultima volta che abbiamo fatto l’amore. Io abituata ad andare a colpo sicuro, ad avere ogni volta l’uomo pronto e caldo ... anche quello mi tocca rimettere in discussione. Per poi farne a meno o dover tagliare anche quelle "pretese”. Sono così stanca e satura di queste relazioni non soddisfacenti che non ho neanche la forza di insultarmi come faccio di solito, dicendomi che sono una donna fallita, che non sono abbastanza bella o che non gli piaccio abbastanza. Qualsiasi sia il motivo per cui non mi tocca da tre settimane è un suo problema che non riguarda me.
Il mio problema è la morte nel cuore che sento. Questa apatia totale verso tutto, questa mancanza di entusiasmo che ho verso la vita, verso lo sci, verso la corsa. Come se queste cose non brillassero più se non specchiate negli occhi di un uomo.
Non voglio più fare l’amore, voglio fare l’amica, ascoltarlo finché mi va, poi sfancularlo magari all'apice del suo dolore familiare. Mi hanno sfrantumato la minchia le separazione degli altri ... così come non sopporto più la mia, figurati che rottura di cazzo le altre. Non mi interessa proprio un uomo che per di più è pronto a tornare dalla stronza che lo ha fruttato e offeso per anni. Questo sarebbe ben felice di farsi insultare e sfruttare per altri 10 anni.
Zero sogno, zero prospettive, zero futuro per noi. E allora mi prendo da altri uomini quello che non può darmi. Mi prendo cene fuori, mi faccio portare a sciare, mi vesto carina e mi prendo i loro complimenti. Mi prendo gli abbracci e le risate che non posso prendermi con lui. Tranne il sesso, quello è presto per aver voglia di nuovo di esplorare ... mi sarei anche rotta il cazzo di essere barca senza porto.
A lui poi fregherà niente di dove sono, cosa faccio, con chi sono. Neanche chiede o si interessa. Non piango neanche più!!! Gravissimo segno di menefreghismo!!! Primo vero inconfutabile segnale che non me ne fotte più di niente di questo uomo. Non va bene per me. Devo scollarmi e smettere di fantasticare alla famiglia allargata e felice. Sono cazzate.
Domani giorno 3, domani ancora dei bei silenzi, lunghi prolungati. Domani ritiro i sogni ad occhi aperti depositati a suo nome, ritiro i soldi giocati e scommessi su di noi, li ritiro e aspetto un po’ prima di puntarli nuovamente. Altro giro, altro regalo. Una palla di giro, una merda di regalo. Ma prima o poi tornerò a puntare.
Che merda. È morto dentro ma non solo è morto dentro, ma rischia di far morire anche me! E io non voglio morire, non voglio smettere di sognare, di desiderare, di immaginare scenari diversi, anni migliori, cose da fare ... non smetto!
Lo cantano i Negrita in ho imparato a sognare e non smetterò.
Mi spiace. Mi ero illusa di starmene tranquilla e buona con un lui benestante e accomodante, ma morto no! Con un morto è troppo. E poi è giusto che lui cresca, che si faccia altre storie, relazioni. Che veda la merda sul mercato anche se uno disposto a restare con il suo aguzzino che lo tiene al collo da 15 anni probabilmente finirà da capo con una donna che gli infliggerà le stesse umiliazioni a cui è abituato senza passare dalla felicità.
C’è stato quel tempo in cui facevamo l’amore e appena scendevi in strada mi scrivevi “grazie” e io “ a te”. C’è stato, ora non c’è più.

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