Meglio non dormire o meglio sogni inquieti?
Arrivavo a casa sua in auto e la sua casa era posizionata su quella stradaccia trafficata, ma l'interno era diverso. C'era un grande terrazzo e una sala molto luminosa.
Di fatto non era la sua vera casa. C'era un festa, con tante persone, facce sconosciute ma io scrutavo, indagavo, con occhi instancabili frugavo quei visi alla ricerca di lei.
Lui era sballato, completamente su di giri. Non era scortese, ma neanche particolarmente dolce. Ero trattata alla stregua di tutti gli altri ospiti ... tranne Manuela.
Perchè Manuela ha 18 anni ... non si può perchè Manuela è troppo giovane ... non dovremmo farlo perchè Manuela ha solo 18 anni ... e via parolacce.
Ci spostiamo dal balcone, alla sala, da una stanza all'altra, ricordo tende lunghe rosse, che arrivano al pavimento e nascondono ampie finestre. Manuela ha 18 anni e lo ripete forsennatamente.
Da una porta si affaccia un ragazzo, discretamente carino, ma dal viso più sfigurato del suo. E' paonazzo, sudato e urbriaco. Non lo conosco, mi fissa mettendomi a disagio.
Per fortuna lui ritorna, mi abbraccia anche se più che un abbraccio è una strattonata, un tirarmi a se cercando di mantenersi in piedi, in equilibrio. E' una delle cose che adoro di lui: quel suo modo si abbracciarmi bistrattandomi.
Avvicina il suo viso al mio, io non mi muovo. Non voglio baciarlo, è solo ubriaco, non c'e' traccia d'amore, di desiderio. Non sono la donna speciale a cui pensava quando intrappolato in parete aspettava tra le rocce il passaggio del temporale.
Continuava ad avvicinarsi al mio viso, aveva voglia di un bacio, ma al tempo stesso sapeva che doveva fare il bravo. Io immobile, mi accontentavo di averlo di fronte, di tenergli una mano. Tira e molla, vicino, lontano, non mi aspettavo niente, ho imparato a non aspettarmi niente da lui, ma quando mi bacia, quando sento il bagnato sulle mie labbra, penso "Finalmente". Barcollando mi bacia una volta, due volte. Sono piccoli assaggi di labbra, più che veri baci. Allora prendo l'iniziativa e strappo un bacio anche io.
Mi ha preso la mano, mi ha trascinato sulla porta del balcone e mettendomi un pezzo di porcheria da fumare nella tasca della camicia mi dice "è per te, portalo a casa, è buono". Io sorrido, rispondendo "lo useremo insieme" ma insiste che è per me, che sabato useremo il suo, che devo tenerlo e portarlo a casa. Mi strattona per rientrare in casa, dove non è rimasto nessuno, e avverto un disagio ai piedi. Indosso un sandalo rosso, aperto, con una discreta zeppa che mi infastidisce. Non cammino bene, mi fanno male i piedi e penso di cambiarmi le scarpe. A quel punto mi accordo che non ho portato altre scarpe,da ginnastica o le mie inseparabili Salomon. Mi assale la paura: come farò a camminare sabato con queste scarpe? L'avvicinamento? Seppure breve non è fattibile con un sandalo a zeppa??
Poi mi sono svegliata. Inquieta. Triste. Vuota.
Ma se un giorno gli spedissi tutte le lettere che gli ho scritto?
cosa penserebbe? Lettere per giorni e mesi e anni. Sono passati anni. Tra meno di una settimana ancora il suo sorriso. Ancora quell'incongruenza tra i suoi modi solari e gentili, con quelle parole fredde e veloci in chat. Vorrei chiudere gli occhi e immaginarmi bella. Vorrei chiudere gli occhi e immaginarci sorridenti e allegri. Comprerò grappa. L'ultima volta ha portato fortuna.
Di fatto non era la sua vera casa. C'era un festa, con tante persone, facce sconosciute ma io scrutavo, indagavo, con occhi instancabili frugavo quei visi alla ricerca di lei.
Lui era sballato, completamente su di giri. Non era scortese, ma neanche particolarmente dolce. Ero trattata alla stregua di tutti gli altri ospiti ... tranne Manuela.
Perchè Manuela ha 18 anni ... non si può perchè Manuela è troppo giovane ... non dovremmo farlo perchè Manuela ha solo 18 anni ... e via parolacce.
Ci spostiamo dal balcone, alla sala, da una stanza all'altra, ricordo tende lunghe rosse, che arrivano al pavimento e nascondono ampie finestre. Manuela ha 18 anni e lo ripete forsennatamente.
Da una porta si affaccia un ragazzo, discretamente carino, ma dal viso più sfigurato del suo. E' paonazzo, sudato e urbriaco. Non lo conosco, mi fissa mettendomi a disagio.
Per fortuna lui ritorna, mi abbraccia anche se più che un abbraccio è una strattonata, un tirarmi a se cercando di mantenersi in piedi, in equilibrio. E' una delle cose che adoro di lui: quel suo modo si abbracciarmi bistrattandomi.
Avvicina il suo viso al mio, io non mi muovo. Non voglio baciarlo, è solo ubriaco, non c'e' traccia d'amore, di desiderio. Non sono la donna speciale a cui pensava quando intrappolato in parete aspettava tra le rocce il passaggio del temporale.
Continuava ad avvicinarsi al mio viso, aveva voglia di un bacio, ma al tempo stesso sapeva che doveva fare il bravo. Io immobile, mi accontentavo di averlo di fronte, di tenergli una mano. Tira e molla, vicino, lontano, non mi aspettavo niente, ho imparato a non aspettarmi niente da lui, ma quando mi bacia, quando sento il bagnato sulle mie labbra, penso "Finalmente". Barcollando mi bacia una volta, due volte. Sono piccoli assaggi di labbra, più che veri baci. Allora prendo l'iniziativa e strappo un bacio anche io.
Mi ha preso la mano, mi ha trascinato sulla porta del balcone e mettendomi un pezzo di porcheria da fumare nella tasca della camicia mi dice "è per te, portalo a casa, è buono". Io sorrido, rispondendo "lo useremo insieme" ma insiste che è per me, che sabato useremo il suo, che devo tenerlo e portarlo a casa. Mi strattona per rientrare in casa, dove non è rimasto nessuno, e avverto un disagio ai piedi. Indosso un sandalo rosso, aperto, con una discreta zeppa che mi infastidisce. Non cammino bene, mi fanno male i piedi e penso di cambiarmi le scarpe. A quel punto mi accordo che non ho portato altre scarpe,da ginnastica o le mie inseparabili Salomon. Mi assale la paura: come farò a camminare sabato con queste scarpe? L'avvicinamento? Seppure breve non è fattibile con un sandalo a zeppa??
Poi mi sono svegliata. Inquieta. Triste. Vuota.
Ma se un giorno gli spedissi tutte le lettere che gli ho scritto?
cosa penserebbe? Lettere per giorni e mesi e anni. Sono passati anni. Tra meno di una settimana ancora il suo sorriso. Ancora quell'incongruenza tra i suoi modi solari e gentili, con quelle parole fredde e veloci in chat. Vorrei chiudere gli occhi e immaginarmi bella. Vorrei chiudere gli occhi e immaginarci sorridenti e allegri. Comprerò grappa. L'ultima volta ha portato fortuna.
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