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Visualizzazione dei post da marzo, 2025

Accoglienza notturna e gratitudine

Questa notte ho fatto una accoglienza. Casualmente era una donna che proviene dal mio paese di orgine. Ho commesso qualche imprecisione nella procedura, una in particolare la considero grave (!). Avrei dovuto essere piu decisa ma era davvero tanto che non facevo una accoglienza, per fortuna tra una telefonata e l'altra ho avuto tempo di rileggermi alcune case, altrimenti avrei fatto ancora piú errori. Quando tutto si é concluso non ho potuto che pensare a quanto sono grata alla vita, alle cose buone che mi accadono, a come certe tragedie siano lontanissime da me e da mia figlia. Siamo fortunate, forse siamo delle vere privilegiate. Le persone davvero ricche nella vita hanno qualcosa che molti miliardari non hanno:  abbastanza. Siamo ricche, io, mia figlia e tante persone che ho vicino. Ricchissime. Certo ci perdiamo nei nostri piccoli e grandi dispiaceri, malumori, preoccupazioni a volte date proprio da tutto questo stare bene (vedi capitolo gare o dieta o obiettivi!!). Sono anche ...

Fine delle parole

Fine delle parole Affronterò questa ultima crisi senza proferire parole. Senza alcun pensiero. Senza arringa finale. Resto in silenzio. Mi silenzio il cervello. Non penso a niente, niente del passato e niente del futuro. Resto solo qui, nel presente. Con tutto quello che c’è. Nessun pensiero. Nessuna parola da dire. Fine di tutti i discorsi. Fine delle spiegazioni, dei proviamo a capire, fine dei suggerimenti. Non ho veramente più niente da dire o da fare. Niente giochi di foto di stato o cancellazione del numero. Ci proverò con grande coraggio. So di poter gestire questa cosa da adulta che sapeva di giocare a un gioco senza possibilità di vittoria.

Io, con me, sto bene.

L’ho permesso di nuovo: mi sono lasciata invadere completamente dalle sue paturnie familiari. Nessuno lo può capire. Nessuno soffre come lui. Nessuno può aiutarlo. E io che parlo parlo parlo. Grave errore. Medito di cancellare il suo numero dalla rubrica. Non sono la sua psicologa. Non sono la sua psicologa. Eppure ci sono cascata anche questa sera. Come una cretina … tanto per non avere un pensiero giudicante. Devo lasciarlo. Ripetilo a testa alto, ferma, decisa, serena: devo lasciarlo. Chiudere e andare avanti. Prendermi il mio periodo down, piangere e andare avanti. Senza turbe. Senza ferite d’abbandono. Piango, potrei cercare di piangere tutto subito così forse passa prima. Non trattenere nulla, fuori tutto!!! Ho anche finito il prosecco, per un po basta. Sincronismo perfetto. No ingegnere no alcol no aperitivi. Dieta. Vorrei sempre e solo dieta quando chiudo una storia. Perché penso da grassa non mi vorrà nessuno. Ricorda grassa e vecchia … ma tantooooo saggia. E felice. E serena...

La notte è sempre più dura

La notte è sempre più dura. Sarà il buio. Sarà la pancia che continua a gorgogliare. Ripenso alle cose belle. Che facevamo insieme. Allo sport. Al sesso. A quando cucinava per me. Alle risate insieme. A quando lo vedevo esplodere inun sorriso e mi dicevo che si ... qualcosa di buono sapevo ancora farlo La sera ripensi sempre alle cose belle e il pianto è dietro l’angolo. Mi dico che ci vuole tempo. Che mi riprenderò. Non riesco a pensare che possa arrivare di meglio del mio bel Manzottino. È un bell’uomo. Alto. Buono. Generoso.  A suo modo affettuoso. Mi interrogo su cosa sbaglio, su come riesca a mandare sempre tutto in vacca. Non lo so proprio … non lo so perché probabilmente non sono io che faccio cose, ma è lui che riapre vecchie ferite. Così come ora si aprono le mie dell’abbandono. Dell’essere sola. Di non aver saputo tenere nessuna cazzo di relazione. Tutte fallite. Eppure mi pare di sapere tutta la teoria …solo scelgo male. Lui non vuole una relazione. E quando un uomo ti d...

Domenica a letto

Anche per Marzo abbiamo avuto la ciclica crisi mensile. Sbottato venerdì, semi rovinato il sabato. Al grido di “non siamo bambini di 12 anni” trovo invece che si sia comportato esattamente come un bambino di 12 anni. Così passo la domenica a letto. Leggo, dormo, mi alzo lo stretto indispensabile. Mangio anche poco perché ho avuto un paio di scariche di cagotto e quando lancio lo stomaco gorgoglia come una fogna da spurgare. Mi interrogo: cosa mi va di fare? La me di 5-6 anni si sarebbe tuffata nel fare, nello sci, nella corsa. Avrebbe chiamato a dx e sx in attesa di un soccorso esterno, di aiuto, di qualcosa che non la facesse affondare nel suo fallimento. Per fortuna la me di oggi si interroga se andare a sciare, ma sa benissimo che non ne ha voglia. Certo guarda le webcam ma poi le chiude e dorme. Certo si dice che i suoi sci sono da lui e non può andare … ma se benissimo che nella sua cantina ci sono altri 2-3 paia di sci che potrebbe usare. La me di oggi si dice serenamente: stai c...