Aspettative VS realtá
È stato un bel weekend. Proprio bello, lungo,
goduto.
Anche se le farfalle non volano nello stomaco
e difficilmente voleranno con l’ingegnere, è stato bello.
Stare insieme 3 giorni, vivere insieme,
dormire insieme. E ridere, ridere tanto.
Anche fare l’amore due volte in pochi giorni
non succedeva dall’estate, stagione magica, meravigliosa e straordinariamente
LIBERA da figli!
Ieri sera dopo la mera-cena ricca di
formaggio, salsa verde, broccolo, pizza, patatine, ha preso fuori la Fender,
acustica. Le sue mani grandi, che scorrevano sui tasti, i barre fatti con
gentilezza … era tutto molto sensuale, molto coinvolgente, non so, mi ha
suscitato emozioni profonde, ero commossa, davanti a questo uomo buono,
gentile, che tanto aveva sofferto in passato. E´ diventato orso, ma è rimasto
dentro è rimasto buono.
Lo guardavo suonare i Dire Straits, lo
ascoltavo cantare Vasco. Ero incantata e spaventata, mi dicevo “tutto questo
per me?? Non sarà troppo??”. Davvero ho pescato “l’asso” come ha detto GP alla
gara? Davvero devo tenermelo buono perché è la mia ultima occasione.
Parliamo della gara, di lui che si fa trovare
ad ogni angolo, che mi corricchia accanto chiedendo “come va?” e lasciandomi
andare urlando “prendi un gel” o “ti aspetto all’arrivo sotto l’ora e 40!!”.
Era presente, è stato tutto il giorno in ballo, ha guidato, mi ha preparato la
colazione, si è curato di me … oltre i baci che reclamo, oltre le notti a
cucchiaio che desidero.
Aspettative VS realtá.
Aspettative VS realtá.
Lui c´è è presente, siamo sintonizzati sulla
stessa frequenza, vogliamo le stesse cose: sicurezza, fiducia, sport, natura,
fatica, alcol, cibo.
E abbiamo anche le stesse paure: abbandono,
essere feriti, traditi, soffrire.
Sono stati 3 giorni di sci, sesso, risate.
Domenica dopo le pelli … lui che mi racconta
la gioia delle curve nella polvere, nel letto, a chiacchierare, nudi, anche a
discutere della madre dei suoi figli, mentre fuori avanza il buio, il freddo.
Domenica pomeriggio a letto, in relax, a riposare, a parlare, a sparare
cavolate.
Semplice e bello, e mi fa una paura bestiale.
Troppo bello, troppo “facile”, ho paura.
Se lo perdo, se non è vero, se non dura … non
posso assillarlo delle mie paura, sono MIE, cazzo, devo gestirle IO, non
vomitarle su di lui.
Certo lui riversa le sue su di me, ma io non
voglio rendergli lo stesso trattamento, ho lavorato su me, su queste questioni
e voglio dimostrarMI che sono cresciuta, che il percorso fatto mi è servito.
Quindi sto nel concreto, con quello che c’è, non mi abbandono allo sconforto e
alla paura.
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