La mia dose di trastullamento

Domenica di merda, lunedí carico.
Gli scrivo ieri, risponde veloce!
Dormo senza pensare a nulla e (guarda un pó) dormo benissimo!
Pedalo andando in ufficio cercando di non avere pensieri, perché mi pare che l'ossessività dei miei pensieri nuoce gravemente alla mia salute mentale.
Mi scrive di nuovo, e di nuovo, allegro, scanzonato e io invece che mandarlo al diavolo, invece che ricordargli che ha lasciato passare altri 2 mesi senza dirmi un cazzo, senza chiedere come sto, cosa faccio io??
Io sono felice. Felicissima.  Mi ride tutto.
Ho una energia che potrei partire ora e arrivare a casa di lui, correndo quei 50 km con 1600 D+, subito, senza battere, ciglio, con le vans, senza cibo.
Io sono felice. Ho la mia dose. Godo della fine dell'attesa del silenzio per tuffarmi nell'attesa di quando lo vedró. E´tutta qua la mia patologia. Tutto il mio amore disfunzionale, é qui. Lo vedo, lo comprendo, lo riconosco, mi perdono anche, ci lavoro ... ma torna sempre fuori, appena abbasso la guardia, appena capita in un periodo di stanchezza, di voglia di coccole. Basta una domenica dove mi sento vagamente sola e taaaaaac, ci casco. Anzi non ci casco, mi ci TUFFO proprio!
Perché sto bene, perché ho la mia dose "di attesa", la mia confort zone, in cui trastullarmi.

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